logo  
   
     
 

DISTURBI DI LINGUAGGIO, VOCE E COMUNICAZIONE

 

- DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL)
I disturbi di linguaggio rappresentano i disturbi neuropsichici più frequenti tra i 2 e 6 anni. La definizione di disturbo del linguaggio in età evolutiva è utilizzata per descrivere quadri clinici molto eterogenei, in cui le difficoltà linguistiche possono manifestarsi isolatamente oppure in associazione con altre condizioni patologiche, come deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali.
I DSL hanno una diffusione del 5-7% in età prescolare e tendono a ridursi nel tempo con una incidenza dell’1-2% in età scolare.
Lo sviluppo del linguaggio è caratterizzato da una grande variabilità inter-individuale, dovuta sia a fattori biologici, sia a fattori ambientali (minore o maggiore stimolazione in ambito famigliare, inserimento precoce a scuola, presenza di fratelli o sorelle, eccetera).
Generalmente intorno ai 24 mesi il bambino possiede già un vocabolario di circa 100 parole e inizia a formare le prime frasi (combinazioni di due parole, spesso associate a un gesto indicativo o simbolico).
Intorno ai 30 mesi di età avviene la vera esplosione del linguaggio, in particolare del vocabolario: il numero di parole prodotte dal bambino aumenta in breve tempo e il bambino inizia a produrre frasi di tre o più parole
L’età di tre anni costituisce una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “parlatori tardivi” e i bambini con un probabile DSL.
La presenza di una produzione ancora non adeguata secondo i parametri sopracitati dovrà necessariamente essere valutata da un’attenta visita medico specialistica.
La comprensione del linguaggio dell’adulto, poi, rappresenta un parametro fondamentale per i tempi di un eventuale intervento. Se è preservata, si possono tranquillamente attendere i 36 mesi di età per richiedere una valutazione. In caso contrario non si deve aspettare nella speranza che il disturbo si risolva da sé.

La consultazione logopedia presso il Centro Pais per la cura dei disturbi del linguaggio, aiuterà ad inquadrare ed affrontare un problema che non và sottovalutato, in quanto può condizionare fortemente la vita di relazione e gli apprendimenti scolastici successivi del bambino.

Indicatori di rischio sono:
A 12 mesi, se il bambino mostra difficoltà di comprensione del linguaggio.
A 24 mesi se il bambino produce meno di 10 parole e ha difficoltà di comprensione.
A 30 mesi se produce meno di 50 parole e non inizia a combinare insieme due parole, per esempio: ”voglio palla!” e ha difficoltà di comprensione.

Per ulteriori informazioni o per prendere appuntamento con un logopedista, contattare il Centro Pais al numero 0185/1770890.

 

- DISTURBI DELLA VOCE
Esistono particolari categorie sociali a rischio per ciò che concerne i disturbi funzionali della laringe e sono tutte quelle persone che per lavoro o diletto usano la voce in modo protratto od errato ( cantanti, insegnanti, personale a contatto con il pubblico, ecc…..)
Tutte queste persone possono essere soggette a surmenage vocale e quindi andare incontro più facilmente di altre a disfonie di tipo funzionale, legate cioè al cattivo uso delle corde vocali, frequente nei bambini definiti “urlatori”.
Altri fattori di rischio riguardano, come già detto, lo stile di vita. Il fumo, l’abuso di alcool, il reflusso gastro-esofageo, possono essere altresì causa di alterazioni organiche della laringe.
Una disfonia che dura più di 15 giorni non deve essere ignorata, è consigliabile in questi casi contattare un logopedista esperto per una consulenza e/o valutazione.

Per ulteriori informazioni o per prendere appuntamento con un logopedista, contattare il Centro Pais al numero 0185/1770890.

 

- DISTURBI DELLA FLUENZA
«La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà» (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1977).
Il balbuziente sa quello che vuole verbalizzare ma non riesce ad esprimerlo, non c’è sinergia tra pensiero e parola.
Nella maggior parte dei soggetti balbuzienti, per dei motivi estremamente variabili, esiste una disorganizzazione tra il pensiero ed il linguaggio. Troppo tempo passa tra ciò che c’è da dire e la possibilità di dirlo.
Le teorie relative all’eziologia della balbuzie sono divergenti secondo i paesi e secondo le scuole di pensiero, invece tutti concordano nel riconoscere a questo disturbo due diverse forme:

1.Forma Clonica, la cui caratteristica è la ripetizione di una sillaba o di una lettera.
2.Forma Tonica,che presenta un aspetto spasmodico della parola, con dei blocchi più o meno gravi
sia nell’iniziare che nel corso del discorso e che a volte può essere accompagnata anche da sincìnesie, ovvero movimenti involontari della mimica facciale in funzione di compensazione per il vuoto verbale che si viene a creare.

Esiste poi una terza forma di balbuzie, che comprende entrambe le due forme sopra citate e che viene chiamata: Forma Mista. Si incomincia a parlare di balbuzie vera e propria non prima dei 5 o 6 anni, una leggera forma in età inferiore, può essere quella che viene chiamata Forma Transitoria ed è in rapporto ad una fisiologica evoluzione della normale acquisizione linguistica.
In effetti, si può fare diagnosi precisa di balbuzie solo quando il meccanismo si è ormai consolidato nel modello e nel tipo di comunicazione del bambino, cioè quando il modello si è cronicizzato.

Per ulteriori informazioni o per prendere appuntamento con un logopedista, contattare il Centro Pais al numero 0185/1770890.

 

- DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE
Le alterazioni della deglutizione sono più comuni di quanto si pensi.
La ricerca mostra un’incidenza del 38% della popolazione generale e un’incidenza dell’81% di soggetti in età evolutiva che presentano disturbi dell’articolazione e del linguaggio correlati alle alterazioni delle funzioni orali. (USA Kellum, 1992; Maul et al., 1999, Andretta P.Rossim., 2001)
La terapia miofunzionale consiste nella rieducazione della postura linguale statica e dinamica delle alterazioni respiratorie, delle alterazioni gnosico-prassiche e muscolari oro facciali, delle alterazioni della statica cefalo vertebrale e delle abitudini viziate.
La TMF si basa su esercizi di rieducazione muscolare, insegnamento di una deglutizione corretta e si inserisce all’interno di un approccio globale che comprende collaborazioni tra le figure professionali interessate. La logopedista entra in stretta collaborazione con l’ortodontista per velocizzare e rendere stabile nel tempo il risultato della terapia ortodontica. Il logopedista propone cicli di TMF per rieducare le funzioni orali ed evitare l’insorgere di uno squilibrio muscolare oro-facciale.
La TMF è nota da più di trent’anni ed è praticata in molti paesi del mondo. Migliaia di bambini e molti adulti hanno avuto risultati efficaci e stabili nel tempo da questa terapia non invasiva, non chirurgica. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che l’80 – 90% dei casi con disordini mio-funzionali oro-facciali hanno ottenuto il ripristino volontario di tutte le funzioni muscolari oro-facciali deviate nonché l’automatizzazione delle stesse. (Hahn&Haha, 1992 – Andretta P., 2003)
I bambini di 7 – 8 anni sono abbastanza coscienti per ricevere una terapia logopedia completa.
– Deglutizione deviata ( con problemi alla masticazione e alla deglutizione di cibi solidi e/o liquidi);
– Respirazione orale
– Alterazione dell’articolazione dei suoni del linguaggio (/s/ di sole, /s/ di rosa, /z/ di tazza, /z/ di zaino in cui la lingua può fuoriuscire o interporsi tra i denti
– Incompetenza labiale
– Mal occlusione
– Vizi orali (uso prolungato del ciuccio e del biberon, succhiamento del dito)
– Anormale postura linguale a riposo
– Scarsa coordinazione e asimmetria della muscolatura oro facciale.

Per ulteriori informazioni o per prendere appuntamento con un logopedista, contattare il Centro Pais al numero 0185/1770890.

 

- DISPRASSIA VERBALE
La disprassia verbale è un disordine neurologico evolutivo (pediatrico) dell’articolazione dei suoni del linguaggio in cui la precisione e la sistematicità della produzione articolatoria è compromessa in assenza di deficit neuromuscolari (ASHA, 2007).
Si può presentare in tre situazioni:
-specifica cioè non associata ad altre patologie
-in bambini con danno neurologico maggiore (es. paralisi cerebrale infantile)
-come sintomo secondario in bambini con profili neuropsicologici e comportamentali complessi (es. autismo)
La sintomatologia è varia ma si possono rilevare in maniera evidente:
-errori fonologici asistematici che coinvolgono anche il sistema delle vocali
-difficoltà nella sequenzializzazione e nella produzione temporalmente ordinata dei movimenti articolatori
-alterazioni della prosodia e della velocità
La riabilitazione deve essere il più possibile precoce, intensiva, costante ed ecologica, cioè deve prevedere attività legate al contesto, in modo da rendere più agevole il trasferimento delle abilità acquisite dal setting terapeutico alla vita quotidiana.

Per ulteriori informazioni o per prendere appuntamento con un logopedista, contattare il Centro Pais al numero 0185/1770890.

     
Centro Pais |

c.f. 01886560992

| Recco (GE)- Via Pisa 103 | Tel. 01851770890 credits Informativa sui cookie   centroetaevolutiva.pais@gmail.com